Salve a te, navigatore.

Benvenuto s'un frammento di mondo che fugge dalla matrice,
alcova di verità dimenticate, ignorate, rifiutate perché talvolta inquietanti.
Questa è un'oasi lucente, luogo di ristoro per osservatori della vera realtà,
per coloro che divengono padroni della reale coscienza.
E’ ora di spalancare i tuoi occhi e aprire la tua mente. Sii pronto ad iniziare il viaggio
verso tutto ciò che è e tutto ciò che sarà. Preparati, stai per varcare lo Shining Hole.

mercoledì 1 luglio 2009

In cammino verso l'Arca Perduta

La posizione di uno dei "tesori" leggendari più ricercati pare essere nuovamente confermata. Questa volta la notizia arriva da un importante ecclesiasta, che ribadendo quanto già affermato da archeologi e cacciatori di tesori (seppur in modo più generico), indica l'Etiopia come casa secolare dell'Arca dell'Alleanza.

Di seguito la notizia ufficiale riportata dal sito Adnkronos.com seguita dalle testimonianze del tedesco Ziegert, professore dell’Università di Amburgo che nel 2008 diede un importante svolta alla ricerca del sacro artefatto.


19 giugno 2009

Roma - Il Patriarca ortodosso d'Etiopia Abuna Pauolos conferma quanto anticipato due giorni fa dall'Adnkronos: "Ripeto l'Arca dell'Alleanza è in Etiopia e nessuno di noi sa per quanto tempo ancora. Solo Dio lo sa. Non sono qui per dare delle prove che l'Arca sia in Etiopia, ma sono qui per dire quello che ho visto".

Il Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia Abuna Pauolos conferma quanto aveva anticipato due giorni fa dall'ADNKRONOS. Lo fa in una conferenza stampa tenutasi all'Hotel Aldrovandi a Roma, cui ha partecipato anche il principe Makonnen Haile Selassie, nipote dell'imperatore. "L'ho vista con senso di umiltà, non con orgoglio, come quando si va in chiesa. E' la prima volta -ha proseguito il Patriarca Pauolos- che dico questo in una conferenza stampa. Ripeto l'Arca dell'Alleanza è in Etiopia e nessuno di noi sa per quanto tempo ancora. Solo Dio lo sa".

"Tutto quello che si trova nell'Arca -ha spiegato il Patriarca rispondendo alla curiosità dei cronisti- è descritto perfettamente nella Bibbia. Lo stato di conservazione è buono perché non è fatta da mano d'uomo, ma e' qualcosa che Dio ha benedetto". "Ci sono molti scritti e prove evidenti sulla presenza dell'Arca in Etiopia. Non c'è ragione perché qualcuno pretenda di affermare di avere qualcosa che non ha -ha precisato il Patriarca-. Non sono qui per dare delle prove che l'Arca sia in Etiopia, ma sono qui per dire quello che ho visto, quello che so e che posso testimoniare. Non ho detto che l'Arca sarà mostrata al mondo. E' un mistero, un oggetto di culto".

Il Patriarca Pauolos ha anche parlato della costruzione di un museo ad Axum, una struttura che dovrà accogliere e conservare i tesori costruiti per secoli e secoli ad Axum. Nel museo, finanziato dalla fondazione del principe e che dovrebbe essere costruito entro due anni, potrebbe essere collocata anche l'Arca dell'Alleanza, ma per questo ha spiegato Abuna Pauolos "c'e' bisogno di una decisione che spetta al Santo Sinodo, l'istanza suprema della Chiesa ortodossa etiope". Il patriarca Pauolos, presidente del G8 delle Religioni, ha preso parte dal 16 al 18 giugno al G8 delle religioni che si e' tenuto tra Roma e L'Aquila. Poi ieri il Patriarca e' stato invitato dalla comunita' di Sant'Egidio dove ha partecipato a una giornata di studio sulla storia religiosa d'Etiopia, e sempre ieri ha incotrato in Vaticano il Pontefice Benedetto XVI.

"Nell'incontro in Vaticano Benedetto XVI e il Patriarca hanno discusso di molte cose e sua Santità ha rivolto al Patriarca l'invito a tornare a ottobre", ha precisato il principe Makonne Haile Selassie.

Fonte: Adnkronos.com



14 maggio 2008

Amburgo - Il sogno di migliaia di archeologi sta forse per diventare realtà: l’Arca dell’Alleanza, la preziosa cassa rivestita in oro in cui Mosè custodì le Tavole della Legge, forse è stata ritrovata.

A darne l’annuncio il professor Ziegert dell’Università di Amburgo, che vanta di aver trovato i resti del palazzo della regina di Saba nei pressi di Axum, nel nord dell’Etiopia. Secondo lo scienziato tedesco l’Arca, unico reperto capace di insidiare il primato del Santo Graal nella classifica dei sogni di ogni cercatore di antichità, compresi quelli per fiction: chi non ricorda le avventure di Indiana Jones, la cui serie cinematografica parte proprio con la ricerca dell’Arca.

Se gli emuli tedeschi di Harrison Ford hanno ragione, la preziosa reliquia sarebbe stata custodita proprio nel leggendario maniero della regina che fu moglie di Re Salomone e madre di Menelik. Il ragazzo, cresciuto con la madre, una volta diventato uomo avrebbe intrapreso un viaggio per conoscere il padre, che gli avrebbe nel loro primo e ultimo incontro affidato l’Arca, che il futuro re etiopico avrebbe portato con sé proprio ad Axum.

La scoperta, qualora si rivelasse fondata, sarebbe una di quelle capaci di far tremare le fondamenta di musei e università, visto che può segnare la fine di una delle ricerche più appassionanti dell’uomo: già nel 1000 dopo Cristo avventurieri e nobili partivano alla volta dell’inestimabile contenitore dei Dieci Comandamenti: «Camminerò sulle vie dell’Arca dell’Alleanza, finché non assaggerò la polvere del luogo dove si cela, che più del miele è dolce...». Sono versi di Yehudah Ben Samuel Halevi (1075-1141), ebreo di Toledo in viaggio per la terra promessa. Esprimono l’appassionata venerazione per l’arca, che guidò il popolo di Israele in Palestina, cadde nella dimenticanza, fu riportata da Davide a Gerusalemme, fu custodita nel Santo dei Santi del tempio di Salomone, per svanire nel nulla quando le armate di Babilonia polverizzarono il sacrario. Non sappiamo se ripetesse a se stesso quei versi Iyasu il Grande, imperatore d’Etiopia, mentre nel 1691 attraversava a cavallo le colline dell’Abissinia per raggiungere la città sacra di Axum. Ma le cronache regali registrano in dettaglio il suo cerimoniale davanti all’arca, tra squilli di trombe, rulli di tamburo, fremiti di sistri e di cetre, inni e salmi di giubilo. Le chiavi dei sacerdoti dischiusero sei dei sette sigilli del forziere che custodiva l’arca e il suo favoloso contenuto: le Tavole della Legge. Ma il settimo sigillo cedette solo alla fede di Iyasu, che sfiorò il possente tabù con la sua mano, scambiò colloqui, ne assorbì la regale energia senza essere annientato dalle misteriose folgori che in passato avevano incenerito altri incauti manipolatori. Era giusto così, perché nelle vene di Iyasu scorreva il sangue di Ebna Hakim (Menelik), nato dagli amori di re Salomone e della regina di Saba: l’arca era il segno tangibile del suo privilegio, il segreto collante di una dinastia ininterrotta. Molti indizi conducono ad Axum, la città delle steli: il Kebra Nagast, un testo del IV sec. d. C., narra il trasferimento dell’arca da Gerusalemme all’Etiopia, con tappe sul Nilo. Ma nessuno sa con certezza se fosse l’arca autentica o una copia.

Fonte:Ilgiornale.it

sabato 23 maggio 2009

L'Aquila - Ciò che i giornali non dicono

Riporto di seguito la sconvolgente lettera scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a l'Aquila per girare un film ...e che si è ritrovato davanti ad una realtà degna di una pellicola cinematografica.
Il testo, inizialmente destinato alla moglie e subito reso pubblico dallo stesso autore, si basa sulle esperienze dirette di quest'ultimo e sulle testimonianze raccolte nella città disastrata.


"Oggetto: HO VISTO L’AQUILA

Lettera a mia moglie scritta ieri notte

Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.

Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.

Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.

Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.

Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".

Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.

Anzi metto in rete questa mia lettera per te.


Andrea Gattinoni, 11 maggio notte."




Diverse voci veridificano le sue parole, altre lo fanno solo in parte, altre ancora dissentiscono tacitamente... personalmente, non so cosa pensare. (ovviamente la mia natura complottista cerca di spingermi sulla strada più "oscura"). Non essendo stato sul luogo, non ho idea di come stiano realmente le cose... spero tuttavia di trovare/ricevere tante testimonianze quante bastano per fare (e proporvi) un chiaro quadro della situazione.
Rimanete sintonizzati.

martedì 19 maggio 2009

Arriva il Killer Chip!



Un inventore Saudita ha recentemente sviluppato la versione ”1.1” del (tristemente) noto “Chip sottocutaneo”.

Il nuovo micro-cilindro differisce dalla versione di base (costituita da un micro trasmettitore GPS o RFID) per un’interessante quanto letale funzione aggiuntiva: una dose di cianuro il cui rilascio può essere controllato a distanza - novità che, peraltro, gli ha fatto guadagnare il pittoresco appellativo di “Killer Chip.
Secondo il suo creatore, questa piccola macchina di morte potrebbe essere di grande aiuto alle autorità, che grazie ad essa sarebbero in grado di rintracciare terroristi, criminali, latitanti, immigrati clandestini, dissidenti politici, domestici e stranieri clandestini… per poi terminarne l’esistenza, qualora fosse necessario, senza la minima fatica e ovunque essi si trovino. Semplice, no?
Tutto ciò è sicuramente deplorevole, ma pare non ci sia nulla di cui preoccuparsi: al “Killer Chip” è stato infatti negato il brevetto, perché il suo utilizzo violerebbe alcuni diritti di carattere morale e minaccerebbe l’ordine pubblico. Intanto l’idea c’è, il progetto anche, il prototipo pure…

lunedì 18 maggio 2009

Focus discute (e smentisce) il fenomeno Abduction

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Ebbene si, l'ennesimo inutile articolo del noto mensile "scientifico" (ma chi ci crede?) Focus. Un due-pagine-e-mezza che pare piazzato lì tanto per riempire uno spazio altrimenti destinato alle solite pagine pubblicitarie (pensate che ben due dividevano questa rubrica!) ...leggete e valutate voi stessi.